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Il Fungo del mese: Luglio


Leucoagaricus leucothites (Vittadini) Wasser, 1977




Inquadramento sistematico e tassonomico: Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Classe Basidiomycetes, Ordine Agaricales, Famiglia Lepiotaceae, Genere Leucoagaricus, specie Leucoagaricus leucothites (Vittadini) Wasser, 1977.

Origine nomenclatoria: dal greco leucos = bianco, dal latino ager-agri = di campo

Nome comune: mazza di tamburo liscia.

Basidioma: pileo-stipitato; carnoso, eterogeneo, a silhouette amanitoide; gregario o meno frequentemente singolo.

Imenoforo: a lamelle libere allo stipite, con collarium; bianco-crema sfumate di rosa nei giovani esemplari, poi rosa carnicino tenue, a maturazione; presenza di lamellule larghe e ventricose.

Pileo: da 3 a 15 cm di diametro; da emisferico, in seguito conico-convesso, infine appianato, con umbone più o meno pronunciato, talvolta depresso; margine appendicolato da resti di velo biancastri; cuticola asciutta, liscia o un po’ granulosa, leggermente squamulosa al margine, con tempo secco si screpola; di colore bianco sporco o crema, nella zona discale presenta tonalità cinerognole-nocciola o crema-brunastre.

Stipide: 4-12 × 0,7-2 cm, cilindrico, talvolta incurvato o flessuoso, ingrossato verso la base bulbosa, con superficie liscia nella parte alta, un po’ fibrillosa verso il basso, colore dal bianco all’avorio; da pieno a farcito a cavo; ornato da un anello semplice membranoso con un bordino giallo osservabile prima che si separi dal margine del cappello, dapprima a polsino, successivamente mobile.

Stroma: bianco, immutabile; nel pileo dapprima sodo e poi tenero, fibroso nello stipite; odore tenue fungino; sapore dolce.

Spore: 7x4 μm, largamente ellittiche, lisce, ialine, con evidente poro germinativo; metacromatiche; sporata in massa bianca.

habitat: specie a nutrizione saprotrofica; si sviluppa in coltivi, parchi, vigne, prati; dall’estate all’autunno inoltrato.

commestibilità: commestibile, anche se, per casi isolati, risulta “pesante di stomaco”, dunque se ne sconsiglia il consumo.

Note: diffuso un po’ dovunque ma non molto comune; per la nostra​ esperienza professionale, risulta indigesto e, quindi, viste anche le caratteristiche organolettiche scadenti, da non consumare.

Confondibilità: si può confondere con Agaricus bianchi che però hanno lamelle prima rosa poi bruno cacao a maturazione; da non confondere con Amanita Verna o A. virosa dotate di volva basale.

   
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