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Il Fungo del mese: Novembre


Helvella elastica (Bull.) Boud., 1907 - Helvellaceae




Inquadramento sistematico e tassonomico: Regno Fungi, Divisione Ascomycota, Classe Pezizomycetes, Ordine Pezizales, Famiglia Helvellaceae, Genere Helvella, specie H. elastica, (Bull.) Boud., 1907

Origine nomenclatoria: dal latino “helvus” = erbetta ed “elastica” per via delle carni gommose.

Basidioma: pileo-stipitato; aspetto snello e gommoso.

Mitria: consistente in un apotecio lungo fino a 6 cm, a forma di sella, di colore variabile dal panna al bruno-grigiastro.

Imenoforo: liscio, che tappezza interamente l’apotecio, di color ialino.

Stipite: sottile, cilindroide, a volte ricurvo, pruinoso in alto, fino a subliscio, bianco, talvolta con sfumature rosate.

Carne: sottile, elastica ed acquosa, priva di sapori ed odori particolari.

Spore: 18-24 x 11,5-15 μm, lisce, ellissoidali e monoguttulate, ialine in massa; aschi non amiloidi

Ambiente di sviluppo: solitario e gregario, rinvenibile nei margini erbosi dei boschi; saprotrofo, dalla tarda primavera all’autunno inoltrato.

Commestibilità: da scartare come tutte le Helvella per la potenzialità tossica dato il contenuto in giromitrina.

Osservazioni: grazioso fungo ubiquitario di ambienti boschivi misti, di latifoglie ed aghifoglie, non comune. Il genere Helvella, affine al genere Gyromitra, è prudenzialmente da considerare pericoloso per la presenza degli sporofori di giromitrina, anche se sono scarse le notizie epidemiologiche relative ad intossicazioni; alcuni Autori considerano la possibilità di fenomeni micorrizici per questa specie.

   
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