Questo sito utilizza cookie tecnici, di sessione e analytics (utilizzati per raccogliere informazioni, in forma aggregata) per offrire una migliore navigazione. Qualsiasi diverso utilizzo dei cookie (quelli di profilazione) non dipendenti dal sito ma da soggetti esterni sono chiaramente ignoti. Navigando sul sito o digitando sul pulsante chiudi acconsenti all'utilizzo della nostra politica di utilizzo dei cookie. Per saperne di più digita sul pulsante maggiori informazioni.

Mondo Funghi  

   

Link associati  

   
Il Fungo del mese: Luglio


Lactarius chrysorrheus Fr., 1838




Inquadramento sistematico e tassonomico: Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Classe Basidiomycetes, Ordine Russulales, Famiglia Russulaceae, Genere Lactarius specie chrysorrheus

Origine nomenclatoria: Il termine chrysorrheus deriva dal latino che sta a significare ”lascia scorrere l'oro”, per il suo lattice che vira rapidamente dal bianco al giallo;

Basidioma: omogeneo; pileo-stipitato, mediamente tozzo, robusto, di aspetto paxilloide.

Pileo: fino a 10 cm, carnoso, da piano-convesso, ad appianato, ombelicato depresso al centro, un po’ gibboso; il margine è sottile, involuto a lungo, spesso ondulato e lobato; cuticola brillante scrobicolata, dalla colorazione giallo-rosacea, arancio-fulvastra con zonature concentriche e scrobicoli più scuri.

Imenoforo: a lamelle adnate o subdecorrenti, mediamente fitte, con molte forcature; colore biancastro-crema, crema-aranciato, ocra; presenza di lamellule.

Stipite: relativamente robusto, cilindroide, internamente dapprima farcito, poi cavo; superficie liscia-granulosa, di colore crema-brunastro-rosaceo, scurente alla manipolazione, pruinoso alla sommità.

Carne: consistente, spessa, da biancastra a leggermente fulva in basso; odore fruttato, sapore amaro; latice abbondante, bianco, virante al giallo zolfo in tempi rapidi, acre e amaro.

Spore: 9x7 μm, subglobose, ornate da verruche e creste organizzate in uno pseudoreticolo; bianche in massa.

Ambiente di sviluppo: fungo simbionte, terricolo, in boschi di latifoglia e misti; dalla tarda primavera all’autunno.

Commestibilità: Non commestibile.

Osservazioni: molto comune in ampi gruppi; può essere scambiato con L. decipiens Quél. 1885, più piccolo, con cappello non zonato, latice meno ingiallente e carne con odore di geranio.

   
© 2013 A.Mi.T. all rights reserved