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Il Fungo del mese: Agosto


Agaricus macrocarpus (F.H. Møller) F.H. Møller 1952




Inquadramento sistematico e tassonomico: Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Classe Basidiomycetes, Ordine Agaricales, Famiglia Agaricaceae, Genere Agaricus, specie Agaricus macrocarpus F.H. Møller 1952

Nome comune: prataiolo gigante

Origine nomenclatoria: Dal greco: " agarikón" ovvero campestre e “Macròs”grande "carpòs" frutto, per le grandi dimensioni del cappello che raggiunge.

Basidioma: pileo-stipitato; massiccio, a silhouette agaricoide, di dimensioni grandi, a crescita generalmente gregaria.

Pileo: fino a 40 cm; da giovane subsferico con anello chiuso, poi depresso - disteso; margine intero, cuticola liscia spesso screpolata ad opera del vento e dei raggi solari, la colorazione normalmente è bianca- bianco sporco, varia con l’età e con la manipolazione acquisendo colorazioni gialline.

Imenoforo: a lamelle libere, color grigie in giovane età, poi rosa carnicino fino a bruno nerastre elastiche, dalla consistenza piuttosto fragile.

Stipite: robusto, cilindrico e regolare, pieno, piuttosto radicante, biancastro poi a maturità giallino, spesso ricoperto da fioccosità facilmente asportabili, spesso bacato alla base da larve di micetofilidi.

Velo parziale: con orlo dentellato, a forma di stella

Carne: di colore bianco; piuttosto soda leggermente arrossante in particolar modo alla base del gambo; l’odore è di mandorla amara nel giovane, poi ricorda l’ammoniaca, il sapore è mite;

Spore: 12x7 μm, ellittiche, violette in massa.

Ambiente di sviluppo: fungo saprotrofo, cresce in pascoli collinari e montani , ad alta quota, spesso lo troviamo gregario in cerchi, dalla primavera all'autunno.

Commestibilità: commestibile.

Osservazioni: è un fungo piuttosto ricercato ed apprezzato. Le specie di questo genere, ed in particolare della sezione Agaricus, accumulano naturalmente dal terreno le concentratori di Argento, Cadmio, Mercurio e Piombo, pertanto si consiglia di non consumarne in quantità abbondanti.

Confondibilità: può essere scambiato con altre specie di Agaricus come ad esempio Agaricus arvensis Schaeffer., 1774 o Agaricus osecanus Pilát, 1951; con i quali condivide l’habitat prativo collinare e montano, ma non le dimensioni, infatti questi funghi arrivano ad un massimo di 15 cm nel cappello, tuttavia entrambi commestibili.

   
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